L’arte del Picnic


Un percorso lungo 300 anni, fra armonia e rivoluzioni

Come ogni tradizione che si rispetti, anche il nostro amato picnic è stato il soggetto di una vasta produzione artistica.

Come ben sappiamo, l’arte non è solamente una decorazione fine a se stessa: porta sempre in sé un messaggio per l’osservatore. E il picnic lo ha sperimentato sulla propria pelle, nelle tante vicissitudini che lo hanno visto passare da simbolo della pace idilliaca della vita di campagna a sinonimo della rivoluzione dei costumi, attirando costantemente l’attenzione degli artisti che hanno cercato di catturare il segreto del suo successo.

Per iniziare a parlare del picnic nell’arte dobbiamo aspettare l’avvento dell’epoca moderna, quando si comincia a dare forma alle prime grandi città. Si fa strada in quel momento una corrente artistica che, come successo più volte nel corso dei secoli, vede nel ritorno alla natura la soluzione a tutti i mali dell’uomo. Soggetto privilegiato degli artisti di questa scuola sono gli ambienti campestri, che richiamano la pace di un paradiso perduto.

robert_frank_picnic

Le prime rappresentazioni di un vero picnic si inseriscono proprio in questa corrente: pensiamo, per esempio, al dipinto di Francisco de Goya La Merenda a Orillas del Manzanares, del 1776.

Il soggetto di quest’opera è il popolo, impegnato a godersi la libertà di un pranzo all’aperto nella tranquillità dell’ambiente rurale. Una libertà che all’epoca solo i membri delle classi inferiori potevano concedersi. Se è vero che fu proprio fra le famiglie aristocratiche che il picnic cominciò ad affermarsi, è anche vero che la loro versione di picnic era più simile a un elaborato divertissement, da offrire ai propri ospiti e da consumare nel pieno rispetto delle norme sociali dell’epoca.

Non a caso una delle prime appassionate di picnic fu la regina Maria Antonietta, nota per il suo amore per i divertimenti e per la sua passione per qualsiasi frivola e stravagante novità le fosse presentata.

Dobbiamo attendere il nuovo secolo ed Édouard Manet, uno dei principali esponenti della pittura pre-impressionista, perché il picnic possa ottenere la notorietà che si merita, guadagnando le prime file della storia dell’arte grazie al famosissimo dipinto Le Déjeuner sur l’Herbe. Una notorietà legata a uno degli scandali più clamorosi della storia della creazione artistica.

itsPicNic Manet

Manet attribuisce all’arte il compito di raffigurare la realtà come si presenta all’occhio dell’osservatore, senza abbellimenti. Sceglie, quindi, come protagonisti della sua opera, due uomini chiaramente provenienti da una famiglia altolocata e due donne nude. Una scena che rappresenta una liberazione dei costumi inaudita per l’epoca e che porterà Manet a essere inserito fra gli artisti del Salon des Refusés, i rifiutati dal salone ufficiale dell’Accademia delle belle arti di Parigi, ma anche a dare il via a una delle più grandi rivoluzioni della storia dell’arte.

Monet e PicNic

Interessante è il paragone con la scena raffigurata da Claude Monet, successore di Manet, nel suo Le Déjeuner sur l’Herbe. Monet rimane profondamente impressionato dallo scandalo suscitato dalla controversa opera del maestro: prende ispirazione dal suo lavoro ma, nella sua visione, il picnic torna ad essere accostato alla beatitudine e alla pace della campagna, ad un’aristocrazia che rispetta le proprie tradizioni.

robert_frank_picnic

Con l’avvento della fotografia, moltissime sono le opere in cui il picnic è protagonista. Si pensi, per esempio, alla fotografia della serie The Americans di Robert Frank, in cui due coppie di ragazzi si stendono fra i cofani lucenti della auto parcheggiate. Una rappresentazione veritiera della realtà, una rivisitazione dello spirito di Manet nel ventesimo secolo e anche un modo per cercare di ricreare quel legame fra l’uomo e la natura che, con la crescente urbanizzazione e il boom dei consumi, sembra ormai perduto.

itsPicNic -Bansky

Per concludere non possiamo che citare un’ultima opera, che fornisce una visione ancora alternativa del rito del picnic. Con il suo murales Picnic del 2005 Bansky, rivoluzionario street artist, pone l’accento sulla contrapposizione fra la natura e la società umana, sulla distanza che, grazie a un semplice picnic, abbiamo sempre cercato di accorciare.

 

 

 

 

 

 

Cfr.


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