Riscoprirci dentro a una storia


Perché la semplicità di un Picnic è proprio ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento

Stiamo attraversando un periodo complicato. La pandemia di Coronavirus, che ormai da mesi costituisce il punto focale di ogni nostra conversazione, ha messo in discussione ogni nostra certezza.

Ora che gradualmente le nostre città stanno ricominciando a vivere, un misto di speranza e ansia ci occupa la mente: speriamo che le misure intraprese funzionino ma abbiamo paura di poterci ammalare o di vedere chi amiamo colpito da questo virus subdolo. Abbiamo paura che la realtà che conoscevamo, il nostro mondo imperfetto a cui tanto siamo affezionati, non torni mai più.

In questo momento di incertezza globale abbiamo bisogno di radicarci ancora di più a ciò che abbiamo di più prezioso: alle persone, alle piccole cose e ai valori fondamentali di cui, anche in un periodo di restrizioni e scelte, non abbiamo potuto fare a meno.

Riscoprirci dentro la storia

It’s Picnic ci è sembrata la soluzione ideale per provare a ricominciare a guardare al futuro con fiducia: un semplice picnic, che ci riporta alla mente gli spensierati giorni della nostra infanzia, la dolcezza delle scampagnate in compagnia dei fratelli, fra il frinire delle cicale e le lunghe ombre del sole calante, nelle infinite ore di ozio delle vacanze estive.

Non solo un picnic ma una riscoperta dei luoghi in cui abitiamo, che spesso dimentichiamo attirati da mete più esotiche e dal fascino dell’ignoto. In questo periodo così particolare, in cui siamo obbligati a muoverci in una zona ristretta, abbiamo la straordinaria possibilità di scovare perle nascoste a pochi chilometri da casa. Dai vecchi mulini alle cascine, dove un tempo si incontravano gli uomini pronti per partire per il lavoro nei campi. Dalle aziende vitivinicole alle antiche case di campagna, che racchiudono fra le mura l’eco dei passi delle generazioni che le hanno abitate.

Abbiamo voglia di tornare a fare le cose semplici che amiamo, a passare serate serene con chi ci è accanto. Senza bisogno di un ambiente raffinato o una proposta gastronomica particolare: solo noi, gli amici di una vita e il buon cibo, con i gusti che conosciamo, tra ricordi e aria di casa.

In un periodo in cui proprio le generazioni che ci hanno tramandato ciò che sappiamo sono state più duramente colpite, abbiamo bisogno di riscoprire la loro eredità e diventare noi stessi testimoni dell’importanza del nostro passato.

Scopriamo le storie di chi ha deciso di dedicare la propria vita alle cose semplici, alla valorizzazione del territorio e ai sapori genuini, alla bontà delle cose fatte bene e con impegno. Facciamoci portavoce di una tradizione a rischio di scomparire.

Durante il periodo che abbiamo passato in casa è stato facile identificare nell’esterno la nostra libertà: ma ora che abbiamo la possibilità di uscire è difficile trovare una meta tanto forte a cui aspirare. Troviamo in noi stessi la libertà da ciò che non ci serve, la libertà della semplicità e di un cielo stellato sopra la testa, sdraiati su una tovaglia a scacchi e con un cestino pieno di cose buone a fianco.


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