Ritorno alla natura


Un bene per la nostra salute e per le nostre città

Il 2020 è un anno strano. Cominciato sotto i migliori auspici, condito da tutte le nostre aspettative e le nostre speranze legate alla nuova decade. Ci siamo ripromessi che sarebbe stato un anno diverso, che saremmo riusciti realmente a portare a termine i nostri progetti, che ne avremmo approfittato per viaggiare e per provare tante nuove esperienze.

La realtà ci è venuta incontro in una maniera che non potremmo definire soft. E adesso, dopo mesi di una pausa a cui ci siamo quasi affezionati, ci troviamo a dover ripartire senza sapere come saranno i mesi che ci aspettano. Ci troviamo a mettere in discussione tutto ciò che finora ci è sembrato importante ma senza cui, a conti fatti, siamo riusciti a vivere senza problemi.

Ci siamo resi conto che la nostra vita è occupata da abitudini ed esperienze artificiali, che ci rubano tempo per ciò che realmente amiamo. Che passiamo troppo tempo a correre in giro per impegni, senza darci il tempo di osservare e di vivere appieno le nostre emozioni. Viviamo tutto tramite la lente di una macchina fotografica, incessantemente presi dalla smania di immortalare il momento ma senza darci la possibilità di viverlo a fondo.

Quindi magari, quest’anno cominciato sotto i migliori auspici e continuato con un’esperienza traumatica, non è tutto da scartare. Perché forse ciò di cui avevamo bisogno era proprio la possibilità di fermarci. Di riflettere e di tornare a conoscerci. Perché ciò che amiamo è sepolto sotto strati e strati di ciò che pensiamo sia giusto volere, di ciò che ci dicono sia giusto desiderare.

Riappropiamoci della natura

Stavolta non ripartiamo aspettandoci cambiamenti epocali e la soluzione perfetta a tutti i nostri problemi. Ma ripartiamo unendo piccole pratiche che abbiamo appreso in questi mesi alla nostra naturale propensione per ciò che ci fa stare bene. Perché, anche se grazie alle nostre invenzioni ci siamo creati tanti mondi a nostra immagine, il richiamo alla natura è sempre presente.

Abituiamoci a consumare un po’ meno, a preferire alimenti locali, dei piccoli produttori, a quelli che hanno percorso migliaia di chilometri per raggiungere le nostre tavole, ormai privi di sapore. A fare magari la spesa una volta in meno e a progettare i nostri menù usando alimenti di stagione.

Torniamo a passare le nostre giornate in campagna, correndo fra i filari e scoprendo che quel piccolo ruscello, grazie a un po’ di inquinamento in meno, è tornato ad essere abitato dalle rane. Concediamoci il lusso di passare qualche ora all’ombra di una rovere, avvolti dai profumi delle erbe spontanee e cullati dall’incessante lavorio degli insetti.

Invece di stiparci in un’auto bollente, scegliamo la libertà della bicicletta, per scoprire le nuove piste ciclabili che stanno per essere realizzate. Convincendo le amministrazioni locali della necessità di riservare uno spazio sempre maggiore alla mobilità ecologica.

Piccoli gesti che ci possono aiutare a vivere le nostre vite in maniera più sostenibile, dando allo stesso tempo una mano alla nostra salute. Il Coronavirus, mettendo in discussione tutta la nostra esistenza, ci ha mostrato la nostra vulnerabilità e ci ha costretti a ripensare il nostro posto in questo mondo. Abbracciamo questa vulnerabilità, rendiamoci conto della nostra dipendenza dall’ambiente che ci sta attorno e cerchiamo pian piano di tornare in armonia con la natura.

Cominciando da un semplice picnic.

 

 


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